Potere ai pensionati
Le parole del Presidente

L’urgenza di una riforma complessiva del sistema dell’editoria, sollecitata nell’ultima riunione del Comitato esecutivo dell’Ungp, ha trovato la più autorevole legittimazione nelle parole rivolte dal Capo dello Stato il 28 luglio scorso alla stampa parlamentare, ai vertici della Federazione della Stampa e ai giornalisti accreditati al Quirinale. L’autorevolezza dell’intervento, il riferimento alle prese di posizione delle massime istituzioni europee – Parlamento e Commissione –, lo stretto collegamento fra la ristrutturazione del comparto dei media e il loro contributo alla vita democratica del Paese, rafforzano la convinzione, che non è solo nostra, che i tempi siano maturi per il compimento di un processo nel quale sono in gioco fondamentali diritti di libertà garantiti dalla Costituzione e dalla nostra partecipazione alla Ue.
Il Presidente della Repubblica non si nasconde la serietà della crisi, aggravata dalle conseguenze della pandemia che insidia l’esercizio della specifica funzione dei giornalisti e ne mette a rischio l’autonomia. Il richiamo è duplice: al rispetto delle regole deontologiche proprie dell’informazione professionale, alle responsabilità industriali in un settore chiave dell’economia. “Protezione della libertà e del pluralismo dei media” e “sicurezza dei giornalisti” devono essere egualmente salvaguardate nel pur necessario adeguamento di modello già in corso, che va costantemente monitorato dal Governo e dal Parlamento perché non deragli dai binari del controllo democratico.
Viene riaffermata la centralità della figura del giornalista nel processo informativo e nell’azienda editoriale, dove vanno assicurati adeguati spazi di agibilità, come chiesto dal Presidente della Stampa parlamentare Marco Di Fonzo nel suo indirizzo di saluto al Capo dello Stato. “Garantire rigore e autonomia – ha risposto Sergio Mattarella –    significa prendere atto che ai giornalisti iscritti all'Ordine e, dunque, chiamati a svolgere un'attività racchiusa nell'ambito di specifiche regole deontologiche, vanno applicate quanto meno garanzie eguali alle categorie di lavoratori, a partire dall'ambito previdenziale, nel quale è ragionevole che valga, per la prestazione pensionistica, la garanzia pubblica assicurata a tutti i lavoratori dipendenti. Lo stesso criterio è bene che trovi applicazione in materia di ammortizzatori sociali destinati ad affrontare crisi aziendali per superarle e anche per accompagnare la trasformazione dei supporti tecnologici che assicurano la circolazione delle notizie”. Non ci azzarderemo a dare interpretazioni arbitrarie di un monito che indica obiettivi e non soluzioni tecniche, demandate, queste ultime, al Governo e al Parlamento esplicitamente chiamati in causa dal Capo dello Stato. E tuttavia, possiamo dire con qualche soddisfazione che ci prepariamo ad un’estate e un autunno laboriosi, fiduciosi che, anche sulla scorta delle indicazioni di Mattarella, si potranno porre le basi per il superamento dell’emergenza nell’intero comparto editoriale.

Guido Bossa
Presidente Ungp


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