Potere ai pensionati
Al servizio dei governati,
non dei governanti

In questa estate 2019 ci accompagnano nelle vacanze le parole del Presidente della Repubblica rivolte solo pochi giorni fa alla stampa parlamentare: “I giornalisti, in ragione della professionalità e deontologia che caratterizza la loro funzione, devono agire con indipendenza e con rigore per alimentare credibilità e fiducia, nell’assolvimento della missione di servire i governati e non i governanti, sempre anteponendo la verifica delle notizie all’anelito dello scoop”. Ecco: servire i cittadini e non il potere; un modo efficace per ribadire la centralità dell’articolo 21 della Costituzione che sancisce il diritto ad informare e ad essere informati, ricordando a tutti che la libertà di stampa è fondamentale per la democrazia. E’ solo l’ultimo in ordine di tempo dei numerosi interventi che Sergio Mattarella ha dedicato ad un tema che negli ultimi dodici mesi è diventato scottante e insieme preoccupante. Perché in Italia i giornalisti, a motivo del loro impegno professionale, stanno diventando scomodi a tanti, e non solo alle organizzazioni criminali le cui attività illecite vengono squadernate sulle pagine dei quotidiani e nei servizi radiotelevisivi. C’è stata anche una interessata “attenzione” da parte del governo e di alcune forze politiche (non tutte) nei confronti della nostra professione e degli organismi della nostra categoria, attenzione che è diventata in qualche occasione quasi minacciosa. Lo diciamo esplicitamente: nel percorso fin qui seguito, gli Stati generali dell’informazione e dell’editoria promossi da sottosegretario Vito Crimi, sembrano rispondere più che alla proclamata esigenza di riformare il settore, alla volontà di mortificare proprio l’informazione professionale che è quella che, nelle parole del Capo dello Stato, garantisce indipendenza, accuratezza e rigore. Contro questa subdola intimidazione abbiamo protestato insieme al nostro sindacato, all’Ordine professionale, del quale si denuncia l’obsolescenza, mentre è il promotore e il garante della deontologia; e accanto agli altri enti della categoria che, tutti insieme, costituiscono una rete di sicurezza per noi giornalisti ma anche per i lettori e per l’opinione pubblica.
L’incoraggiamento del Presidente Mattarella ci stimola a proseguire in un impegno che non è corporativo ma civile e democratico, agendo sempre nel rispetto di “principi e regole frutto delle conquiste democratiche”.

Guido Bossa

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