Potere ai pensionati
Un sindacato unito e più forte
Il lavoro al centro del confronto

Con l’elezione del Segretario generale Raffaele Lorusso e del Presidente Giuseppe Giulietti si è chiusa, la notte del 14 febbraio a Levico Terme la stagione dei Congressi che si era aperta qualche settimana prima con il rinnovo delle cariche dell’Unione pensionati, a Roma, il 24 gennaio. Il sindacato nel suo complesso esce da questi appuntamenti più unito e più forte, ma anche consapevole di avere di fronte a sé scadenze ben più impegnative nel confronto politico con il Governo e il Parlamento e nella trattativa sindacale con gli editori. L’assenza di interlocutori istituzionali, pur mitigata dagli apprezzati messaggi del Capo dello Stato e dei Presidenti delle Camere, non ha certamente intimidito i delegati, ma ha consentito di misurare la distanza che ci separa da un esecutivo che non perde occasione per inviare ai giornalisti “segnali di forte ostilità”. Da parte nostra, il confronto resta “serio, aperto, anche acceso”, come hanno dichiarato Lorusso e Giulietti; purché “non sia una passerella che intenda delegittimare gli interlocutori. Faremo fronte comune con le altre forze sindacali per portare al centro il lavoro nel Paese”. E gli interventi non formali dei dirigenti di Cgil, Cisl e Uil alla tribuna del Congresso sono l’indispensabile premessa di un percorso condiviso lungo il quale si possa rafforzare il ruolo dei corpi intermedi in una società nella quale la minaccia della disintermediazione si fa sempre più pesante.
Il silenzio ostile del Governo consente di valutare positivamente alcuni passaggi del messaggio inviato al Congresso dal Presidente della Fieg Andrea Riffeser Monti. L’auspicio di “poter riprendere presto il confronto sui temi comuni che ci vedono, pur da prospettive diverse, attori di uno stesso sistema”, e il richiamo al ruolo che la Costituzione affida alla stampa nella vita democratica del Paese, potrebbe essere solo un omaggio formale dettato dalle circostanze e dalla buona educazione, o potrebbe invece preludere ad un cambio di passo in una vertenza – quella del rinnovo contrattuale –  che si è finora impantanata sulla richiesta secca e quasi ultimativa di una riduzione del costo del lavoro giornalistico, laddove la priorità per noi resta l’ampliamento dell’occupazione e il riconoscimento delle nuove figure professionali emerse nella società della comunicazione.
Non mancherà presto l’occasione per misurare le reali intenzioni della nostra controparte naturale. Nel frattempo vale la considerazione del rafforzamento organizzativo del sindacato e di una migliore articolazione dei contenuti programmatici della sua iniziativa nella società italiana. Per parte nostra, rilevando come la presenza di colleghe e colleghi pensionati fra i delegati al Congresso e gli eletti nel Consiglio nazionale abbia assunto dimensioni significative, confermiamo l’impegno dell’Ungp per la costruzione di alleanze stabili e per il rafforzamento dell’indispensabile sintonia fra tutti gli organismi della categoria.
        
Guido Bossa

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