Potere ai pensionati
Passi avanti sull’ex fissa
Tempi ravvicinati e difesa delle prestazioni

L’impegno della Fnsi a garantire il rispetto degli accordi contrattuali in materia di ex fissa è stato confermato nelle scorse settimane nelle sedi più impegnative: Consiglio nazionale e Giunta della Federazione, e Commissione paritetica Fieg-Fnsi che in base all’allegato G del contratto verifica periodicamente l’andamento della gestione speciale del fondo integrativo di previdenza istituito nel 1985 e progressivamente andato in crisi a causa della palese divaricazione fra entrate contributive e prestazioni.
Mi preme sottolineare il ruolo svolto dall’Unione nazionale giornalisti pensionati nel susseguirsi degli appuntamenti degli scorsi mesi, a cominciare dalla riunione del nostro Consiglio nazionale del 5 luglio scorso, quado il Segretario della Fnsi Raffaele Lorusso ci rassicurò esplicitamente: “Qualora da parte degli editori la corresponsione delle quote della ex fissa dovesse essere interrotta o risultasse insufficiente, la Fnsi farà la sua parte accompagnando i colleghi interessati in una vertenza giudiziaria. Ciò significa che la Fnsi metterà a disposizione i suoi legali”. Lorusso era consapevole dell’impegno che andava assumendo, poiché, come si è saputo successivamente, proprio in quei giorni, in sede di paritetica, la Fieg proponeva di “saltare” la rata del 2017 dell’ex fissa, adducendo la scarsa consistenza del Fondo. Proposta, quella del rinvio della rata, avanzata nuovamente a dicembre e di nuovo respinta dal sindacato, ma che tuttavia aveva alimentato le voci ricorrenti sulla indisponibilità della quota di indennità spettante. Si è dunque chiarito che il pagamento della rata annua minima di garanzia contrattuale pari a 3000 euro lordi da corrispondere a tutti gli aventi diritto (coloro cioè che avevano presentato domanda di pagamento della ex fissa entro il 30 settembre 2017) è una delle certezze confermate nel corso della trattativa.
Anche la proroga al 20 gennaio della scadenza per la presentazione delle manifestazioni di interesse per il pagamento del residuo dell’ex fissa in misura ridotta ma in tempi ravvicinati, era stata richiesta dall’Ungp a fine dicembre, quando appariva certo che i colleghi interessati non erano stati informati in tempo della nuova opportunità loro offerta. Nella sessione del Consiglio nazionale della Fnsi, ancora Lorusso, da noi sollecitato, si impegnava a chiedere la proroga, senza però far venir meno il termine per il pagamento della rata in scadenza. Dunque, nessun taglio delle prestazioni, mentre si apre la prospettiva di una riduzione del debito complessivo in ragione delle adesioni individuali al pagamento in tempi rapidi, da perfezionare singolarmente in sede di transazione, una volta accertato l’importo dovuto al netto delle rate già corrisposte e comprensivo degli interessi maturati. Ancora una volta, il 12 gennaio una riunione del nostro Comitato esecutivo, con la partecipazione del Segretario generale e del direttore della Fnsi Tartaglia, forniva ulteriori chiarimenti su tempi e modalità della liquidazione delle spettanze agli aventi diritto.
Si tratta di risultati non da poco, se si considera che l’intera vicenda si è dipanata in un quadro di permanente crisi del settore editoriale, della quale la componente lavoro fa ovviamente le spese. In questo quadro, la questione dell’ex fissa potrebbe diventare un elemento di tensione fra le giovani generazioni e i colleghi più anziani, già in pensione o in procinto di lasciare il lavoro. E’ proprio ciò che si vuole evitare, e l’azione del sindacato mira a tutelare gli interessi di tutti. E’ significativo che nel corso della trattativa gli editori abbiano accettato di riprendere il confronto tra le parti per il rinnovo del contratto.
L’Ungp è impegnata a seguire attentamente gli sviluppi di questa complessa partita, informandone tempestivamente gli interessati, come già puntualmente fatto su questo sito. Quanto finora ottenuto è anche il frutto dello stretto collegamento che si è instaurato fra Ungp e Fnsi in seguito alla modifica statutaria che ha sancito la presenza della nostra Unione alle riunioni della Giunta federale, oltre che del Consiglio nazionale, dove la voce dei pensionati si può ora esprimere con maggiore efficacia.

Guido Bossa

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