Potere ai pensionati
Un bilancio e un impegno
a cavallo di un anno

Il 2019 si chiude fra ombre e luci, e l’inizio del nuovo anno vedrà tutti noi impegnati, chi come elettore chi anche come candidato o candidata, nella corsa per il rinnovo degli Organi dirigenti dell’Inpgi. L’appuntamento è importante come non mai, perché arriva nel momento più delicato della quasi centenaria storia del nostro Istituto di previdenza. La crisi è sotto gli occhi di tutti, e dovrebbe essere ormai chiaro che non è il risultato di una cattiva gestione dell’Ente, ma della coincidenza perversa di numerosi fattori: l’abuso da parte degli editori dei prepensionamenti, che ha scaricato costi insostenibili sulla previdenza; la conferma, contro ogni logica, di una legislazione rivelatasi inadeguata a garantire un sostanziale equilibrio fra uscite dal mondo del lavoro e nuove assunzioni; la crisi della professione giornalistica che richiede a tutti noi di guardare al futuro con lungimiranza e coraggio, disponibili ad aprire il nostro mondo ad esperienze che ci arricchiscono e ci mettono in condizione di raccogliere la sfida delle nuove professioni della comunicazione. Negli ultimi anni, l’Inpgi ha coraggiosamente fatto la sua parte, varando una riforma della previdenza che ha consentito di evitare danni irreparabili; riforma alla quale anche noi abbiamo contribuito, accettando un taglio temporaneo dei nostri trattamenti. Un sacrificio del quale ci è stato dato atto.
Il compito che attende i prossimi amministratori dell’Inpgi non sarà facile, perché si tratta di adeguare Statuto e Regolamenti al necessario ampliamento della platea degli iscritti, già deciso per legge ma che deve essere realizzato nei tempi utili per il superamento delle presenti difficoltà di bilancio. Le notizie più recenti e gli impegni annunciati dal governo e che speriamo vengano mantenuti, mirano ad evitare il commissariamento e a porre in atto le condizioni per il necessario risanamento. Noi seguiremo con attenzione il processo già avviato, convinti che la salvaguardia dell’Inpgi ci riguarda direttamente in quanto pensionati, ma è anche una condizione indispensabile per la tutela dell’indipendenza e l’autonomia della professione giornalistica, dal cui ordinato esercizio dipende la salute democratica del nostro paese. Chiediamo che ai nostri colleghi più giovani, che più direttamente risentono dei morsi della crisi, vengano garantite le stesse tutele e gli stessi diritti di cui noi abbiamo goduto, consapevoli che la certezza del lavoro e di una equa retribuzione siano determinanti per l’esercizio e lo sviluppo della loro professionalità.
Fra le luci che accompagnano la fine di un anno tormentato ci sono la conferma per il settimo anno consecutivo dell’erogazione di un importo una tantum sulle tredicesime utilizzando il fondo perequativo previsto dal Contratto di lavoro e alimentato dai colleghi in attività; e il pagamento entro il mese di dicembre della rata annuale di tremila euro, come previsto dal regolamento in vigore, a tutti i giornalisti in attesa di percepire l’indennità ex fissa. Qui si aggiunge un’ulteriore nota positiva: Fnsi e Fieg hanno decido di avviare una verifica per individuare soluzioni in grado di accelerare la liquidazione di quanto dovuto ai giornalisti in attesa.
Un bilancio, quello dell’anno che si avvia a conclusione, che speriamo possa essere migliorato nel 2020. Auguri a tutti.

Guido Bossa

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