Potere ai pensionati
Il nostro impegno per la formazione

Pur senza eccedere nell’enfasi, credo sia giusto sottolineare il successo del Corso di aggiornamento professionale sul tema “L’informazione nelle situazioni di emergenza: l’esempio di Radio Amatrice” che si è tenuto  nella sede della Fnsi il 4 dicembre; e non solo per il numero di partecipanti – 120 colleghe e colleghi che hanno riempito la sala Walter Tobagi dalle 9,30 fino quasi alle 14 – e per la ricchezza degli interventi affidati a docenti qualificati tra i quali anche alcuni dirigenti dell’Ungp, ma anche perché ci fornisce l’occasione per una riflessione sul ruolo della nostra organizzazione in questa fase della vita del giornalismo italiano.
La riforma dell’Ordine, che sta compiendo i primi passi dopo le elezioni che nello scorso ottobre hanno segnato un radicale e positivo rinnovamento del gruppo dirigente, ha messo in particolare rilievo il tema della formazione permanente, che è un obbligo di legge ma anche, e direi soprattutto, una necessità alla quale i giornalisti italiani non si possono sottrarre se vogliono restare al passo con i tempi e continuare a fornire una informazione di qualità ad una società sempre più esigente e bombardata da raffiche di messaggi a volte di dubbia provenienza. Ma quando si parla di formazione, diciamoci la verità, noi pensionati siamo stati tentati di reagire con fastidio, a volte con un esplicito senso di superiorità, come se l’argomento non ci riguardasse. Perché siamo giornalisti “esperti”, perché abbiamo fatto la gavetta quando i cronisti scarpinavano per le strade, perché abbiamo un blasone che non ha bisogno di essere lustrato. Non è così. Sia quelli fra di noi che continuano a svolgere nei termini consentiti l’attività di liberi professionisti, sia anche coloro che hanno scelto di non “esercitare” più, tutti abbiamo bisogno di aggiornarci, se vogliamo continuare a dirci professionisti in senso pieno e tali essere considerati. Insomma, se non ci sentiamo “reduci” di battaglie più o meni gloriose, se vogliamo continuare ad essere a tutti gli effetti professionisti dell’informazione, dobbiamo affrontare anche la questione della formazione. 
Abbiamo cominciato a farlo con il Corso di aggiornamento del 4 dicembre, che abbiamo organizzato e al quale hanno partecipato numerosi colleghi del nostro Consiglio nazionale. Il tema scelto è in continuità con l’impegno che abbiamo assunto per lo sviluppo di Radio Amatrice, emittente comunitaria che svolge un insostituibile compito di collegamento fra i Comune terremotato, ancora ospitato in container alla periferia della città distrutta dal sisma del 24 agosto 2016, e la popolazione. Una forma di solidarietà concreta, apprezzata dai destinatari e che proseguirà nel tempo. 
Vorrei infine mettere il rilievo il taglio che abbiamo dato al Corso, puntando sui contenuti deontologici, tema nuovo e determinante per qualificare la buona informazione, l’informazione di qualità. Il nostro impegno è di proseguire su questo terreno, sul quale, sappiamo, si stanno muovendo anche alcuni dei nostri gruppi regionali, che organizzano in proprio o i collaborazione con le Associazioni territoriali, corsi di formazione apprezzati e utili ai colleghi che li frequentano. Per noi pensionati è un modo per confermare il nostro radicamento nel sindacato e nella professione.

Guido Bossa

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