20/12/2024

Un lutto per il sindacato: ci ha lasciato Ino Iselli, tra i fondatori e a lungo presidente dell’Ungp


L’Ungp e l’Associazione lombarda dei giornalisti sono in lutto per la scomparsa di Giuseppe “Ino” Iselli, storico giornalista dell’”Unità”, animatore di lotte sindacali, collega di forte carattere e grande professionalità. I pensionati aderenti alla Fnsi lo ricordano in particolare tra i fondatori della nostra Unione al congresso di Riccione (gennaio 1998) con la presidenza di Orlando Scarlata (vice Massimo Signoretti). Il nome di Iselli compare tra i consiglieri eletti dal congresso insieme, tra gli altri, a Luigi Vismara e Flavio Dolcetti. Confermato consigliere a Montesilvano (novembre 2001), Iselli fu eletto presidente dell’Ungp al terzo congresso nazionale (Saint Vincent 2004) e confermato nella carica nei due successivi congressi, fino a Bergamo (2011). In quegli anni fu anche consigliere di amministrazione dell’inpgi.

Pubblichiamo il ricordo di Ino del collega Oreste Pivetta.

A ottantacinque anni ci ha lasciato Giuseppe Ino Iselli (era nato il 22 agosto del 1939). Molti lo ricorderanno attivo nel nostro sindacato, nell’Inpgi, per i nostri pensionati alla presidenza dell’Unione nazionale. Persona puntigliosa, pronta alla critica, rigorosa nel difendere i diritti della categoria, a suo modo anticonformista perché non si adattava alle logiche correntizie. Sicuramente di grande competenza e di grande sensibilità sindacale.

Di sindacato e di economia si era occupato all’Unità, dove era entrato assai giovane, alla fine degli anni sessanta, a Milano, in una redazione, quella sindacale, costruita attorno a professionisti di grande valore come Bruno Ugolini, Romano Bonifacci, Domenico Commisso, Bianca Mazzoni. Iselli era diventato presto cronista delle lotte operaie di quei tormentati decenni. Era anche la stagione dell’unità sindacale e sarebbe stata anche quella del terrorismo e dei tentativi dei terroristi di infiltrazione nelle fabbriche. Ino Iselli seguì quelle lotte con passione, cogliendone a novità: la compattezza dei lavoratori, la discesa in campo di nuove forze, dapprima gli immigrati, poi gli studenti. “Così non si vedeva da vent’anni: un compagno della Commissione interna, un vecchio della Pirelli, stamattina non credeva al propri occhi. Nessun operaio del primo turno e del turno normale è entrato in fabbrica: rarissimi impiegati sono riusciti a varcare i cancelli del monopolio della gomma; migliaia di lavoratori, una marea di uomini uniti nella volontà e nelle convinzioni, erano davanti agli ingressi della Bicocca in un picchetto di massa che ha fatto saltare di colpo anni di incertezze, di divisioni, di paure… Lo sciopero, proclamato da Cgil, Cisl e Uil, ha creato il deserto nei reparti”. Lo raccontava in un articolo per l’Unità del 4 ottobre 1968.

Forte anche di quella esperienza, Ino Iselli s’era dedicato all’impegno sindacale per la categoria, prima l’Inpgi e poi nell’Unpg, l’Unione nazionale pensionati giornalisti. Molti lo ricorderanno per la sua dedizione, per la sua originalità, pure per la sua vis polemica, sostenendo anche posizioni scomode su tanti temi (dalla questione del cumulo a quella del lavoro dopo la pensione), senza mai incorrere nella demagogia.

Si era ritirato pochi anni fa. Ancora lo avevamo visto in Associazione. Forse amareggiato di fronte alla crisi del nostro giornalismo, di fronte alle conseguenti difficoltà del nostro sindacalismo, purtroppo scettico di fronte alle possibilità di una ripresa.