04/05/2026

3 maggio, Costante: «Non solo la strage di cronisti, tanti i modi per uccidere la libertà di stampa»

La segretaria generale Fnsi in occasione della Giornata mondiale Unesco: «Libertà che sta venendo a mancare», in Italia e non solo. Le cause? Reporter uccisi, minacce, querele bavaglio, carcere per diffamazione, la mancata attuazione del Media Freedom Act e poi «lo sfruttamento economico, l'assenza dell'equo compenso, l'impoverimento della professione per via del mancato rinnovo del contratto Fieg».


«Oggi in tutto il mondo si celebra la libertà di stampa. La libertà che sta venendo a mancare, almeno in Italia e, secondo Reporter senza frontiere, in molte altre nazioni. Basta ricordare che da tre anni si sta assistendo impotenti, ad esempio, alla strage di giornalisti in Medio Oriente, prima a Gaza ora in Libano, da parte di Israele. Ma ci sono tanti altri modi per uccidere la libertà di stampa. E l'Italia, purtroppo, con la sua 56ª posizione (in costante caduta libera), lo sa bene: minacce, intimidazioni, querele bavaglio, liti temerarie, carcere in caso di condanna per diffamazione. Manca ancora il recepimento del Media Freedom Act, che tutela i cronisti e le loro fonti oltreché la televisione pubblica dalla pervasività della politica». Così Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, domenica 3 maggio 2026, 33° anniversario della Giornata mondiale proclamata dall'Assemblea generale dell'Onu nel 1993.

«E poi - prosegue Costante - lo sfruttamento economico: lavoratori autonomi, circa il 60% della forza lavoro oggi, che hanno retribuzioni vergognose, non degne di un Paese civile. L'equo compenso, una chimera irraggiungibile, pare: nonostante la doppia promessa della presidente del Consiglio, a distanza di due anni non esiste ancora l'equo compenso, una sorta di 'palla avvelenata' su cui nessuno vuole mettere le mani. Eppure, tre leggi, dal 2012 ad oggi, prevedono l'equo compenso per i giornalisti, partite Iva e collaboratori».

E ancora, fa notare la segretaria Fnsi, «l'impoverimento della professione per via del mancato rinnovo del contratto Fieg (scaduto da dieci anni) parla di libertà di stampa in pericolo e del tentativo degli editori di limitare tutti quegli istituti contrattuali posti a tutela dell'indipendenza dei giornalisti da qualsiasi influenza esterna, ma anche interna alle redazioni. Dignità dell'informazione significa difendere tutti i diritti, dei giornalisti di oggi e di quelli di domani. Vuol dire fornire all'informazione i finanziamenti necessari. E regolamentare l'uso dell'intelligenza artificiale per evitare la svalutazione dell'informazione».

Il 3 maggio «si ricordano anche i numerosi giornalisti uccisi. Morti per la libertà di stampa. A tutti loro un pensiero colmo di riconoscenza. Sono i nostri martiri, sono stati parte del lungo cammino verso la democrazia e nella lotta alle mafie e alla corruzione, caduti per il loro lavoro, per le notizie trovate, per non essersi fermati all'apparenza delle cose, per aver voluto portare la verità senza fermarsi al mainstream. Un elenco lungo, troppo». (mf - Da Fnsi.it)