17/02/2026

12 febbraio 1924 – 2025: Anniversario de l’Unità


Un secolo e un anno dopo la prima uscita, il giornale fondato da Antonio Gramsci continua a rappresentare una parte essenziale della memoria civile italiana. Il 2024 ha segnato il centenario, mentre il 2025 consolida un percorso di riflessione e ricostruzione storica intorno alla sua eredità culturale e politica. Non solo celebrazione, ma occasione per tornare a interrogarsi sul ruolo pubblico dell’informazione.

Nato come “quotidiano degli operai e dei contadini”, l’Unità attraversò fascismo, clandestinità e ricostruzione accompagnando l’evoluzione della società italiana. Fu insieme organo politico, laboratorio giornalistico e comunità culturale diffusa, capace di formare lettori e militanti e contribuire alla costruzione di un linguaggio politico popolare e accessibile. Per decenni rappresentò un punto di riferimento nazionale nella relazione tra stampa e partecipazione democratica.

In questa continuità si inserisce il lavoro di Strisciarossa, associazione di promozione sociale fondata da ex giornalisti del quotidiano. Dopo le iniziative promosse nel 2024 per il centenario, oggi Strisciarossa pubblica insieme a All Around il volume “Quando c'era l'Unità”, racconto corale costruito attraverso le testimonianze di decine di firme storiche della redazione.

La presentazione del libro si è svolta proprio lo scorso 12 febbraio presso la Fondazione per il giornalismo italiano “Paolo Murialdi”, con la partecipazione di Walter Veltroni, Sandra Petrignani, Alberto Crespi, Silvia Garambois e Pietro Spataro, coordinati da Daniela Preziosi. Nel suo intervento, l’ex direttore Walter Veltroni ha ricordato il quotidiano come una comunità capace di “fare politica” e creare appartenenza, sottolineando l’autonomia editoriale e il ruolo culturale che il giornale esercitò nel dibattito pubblico nazionale.

Accanto a questa opera si colloca “Casa per casa”, il libro di Franca Chiaromonte e Graziella Falconi uscito nel 2024, che ricostruisce la storia centenaria del giornale attraverso testimonianze dei direttori e un ampio apparato iconografico. Il volume ripercorre la trasformazione da giornale di partito a giornale popolare di massa e il radicamento militante nella società italiana, simbolo identitario per generazioni di lettori.

I due libri, complementari per prospettiva e metodo, contribuiscono oggi a conservare la memoria de l’Unità: non soltanto un’esperienza editoriale, ma un pezzo di storia democratica italiana e del rapporto tra informazione, cultura e partecipazione collettiva.