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Fra quattro giorni si comincia a votare: “Uniti per l’Inpgi”,
l’unica lista senza padroni, offre garanzie a tutti i pensionati

Roberto SeghettiEcco che siamo arrivati vicino al momento della verità: il 27 febbraio, cioè lunedì prossimo comincerà il voto elettronico per eleggere il Consiglio generale dell’npgi, del quale dovranno far parte dieci pensionati, scelti dagli elettori pensionati fra i candidati in un collegio unico nazionale. Si potrà usare il computer fino al 1 marzo. Poi, chi non lo avrà ancora fatto, dovrà recarsi al proprio seggio il 3 o 4 marzo. La lista “Uniti per l’Inpgi”, l’unica che non ha padroni e non dipende da nessuna “corrente”, dopo il grande successo ottenuto quattro anni fa’, eleggendo 7 consiglieri generali, si ripresenta anche in questa occasione con il seguente programma inviato a tutti i quasi 5.200 elettori  

20/02/2012 Leggi...
 
Tutti i candidati, gli “sponsor”, i “single”: ecco la guida
per capire chi corre per i dieci “posti al sole” di via Nizza

La sede dell'InpgiOltre alla lista “Uniti per l’Inpgi di cui abbiamo parlato, sono quattro le altre liste  (tutte collegate a varie correnti della Fnsi) che si presentano, fra i pensionati, per la corsa ai dieci “posti al sole” nella comoda sede di via Nizza, Ma c’è anche un certo numero di pensionati che si è candidato per correre da solo: una sorta di coraggiosi “single”, forse con pochissima speranza di essere eletti, ma che testimoniano una certa ricchezza di partecipazione che la violenza egemonica delle “componenti” cerca di distruggere

20/02/2012 Leggi...
 
L’Ordine dei giornalisti è vecchio, stanco e spompato
E' arrivato oramai il tempo di mandarlo in pensione

Il presidente dell'OdG Enzo IacopinoSono in pensione ma sempre giornalista con 50 anni inquadrati nell’Ordine (aprile 1962 prima della legge istitutiva) che ormai va stretto a chiunque nell’epoca della comunicazione digitale. Mezzo secolo l’anno prossimo per l’OdG che, persi tanti tram per riformarsi da una sopravvivenza anacronistica in Europa, è in via di declino, perdendo lungo la strada poteri, in testa il controllo disciplinare della categoria, e pezzi, il tariffario, a rischio i pubblicisti e prima o poi la formazione sotto l’incalzare degli ultimatum del governo Monti. Oltre le disposizioni della legge sulla manovra bis ereditati dal governo Berlusconi, i decreti "Salva Italia" e "Cresci Italia" prevedono la liberalizzazione degli ordini con la cosiddetta terzietà della deontologia e con una loro nuova radicale regolamentazione (sostitutiva in tutto o in parte delle norme vigenti, quindi anche per il nostro ordinamento del 1963)

17/02/2012 Leggi...
 
"L' Inpgi fa investimenti mobiliari opachi": dura polemica
fra un giornalista e il direttore generale Tommaso Costantini

Nicola BorziDurissima polemica fra il giornalista Nicola Borzi del "Sole 24 Ore", candidato al Consiglio Generale dell'Inpgi, ed il direttore generale dell'Istituto di previdenza dei giornalisti, Tommaso Costantini. Oggetto della diatriba  sono gli investimenti mobiliari dell'Inpgi, in particolare i cosiddetti "private equity". Secondo il giornalista, che cita il parere del professor Daniele Pace, si tratterebbe di un "segmento  di mercato necessariamente abbastanza  opaco". Opinione nettamente contestata dal direttore Costantini, il quale conclude che il giornalista dovrà "assumersi ogni responsabilità civile e penale" di quanto sostenuto

15/02/2012 Leggi...
 
Camporese a Milano: “L’Inpgi gode di ottima salute, i conti sono a posto
Il documento attuariale verificherà la solidità per i prossimi 50 anni”

Palazzo BocconiSi è tenuto stamane al Circolo della Stampa di Milano l’atteso dibattito sul tema “Inpgi, nostro fino a quando?”, organizzato dal Gruppo Lombardo Giornalisti Pensionati. All’incontro hanno partecipato numerosi colleghi, pensionati e non, il presidente dell’Inpgi Andrea Camporese, il vicepresidente Maurizio Andriolo, il presidente dell’Unione Nazionale Giornalisti Pensionati Ino Iselli, i vicepresidenti Guido Bossa e Antonio De Vito ed i membri del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto, Pierluigi Franz ed Edmondo Rho. In sala anche alcuni candidati sia pensionati che colleghi in attività. I lavori sono stati aperti dal presidente del Gruppo Lombardo, Gian Fulvio Bruschetti

14/02/2012 Leggi...
 
Ignobile discriminazione a Milano: Giovanni Negri
cancella la lista dei pensionati che non gli piacciono

Giovanni NegriAveva scritto, in una sensata lettera di metà gennaio, il presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese: “Mi rivolgo alla vostra sensibilità ed allo spirito di collaborazione che ci avete sempre dimostrato, per chiedervi di dare ai colleghi candidati  della vostra regione la possibilità di essere ospitati nel periodico della vostra Associazione (o su qualsiasi altro vostro “strumento” informativo) con la notizia della candidatura e con la pubblicazione di un programma. Vi sarò davvero grato se accoglierete questa richiesta, affinché i candidati che sono iscritti nella circoscrizione di vostra competenza possano fruire di questa possibilità, nell’ambito della piena collaborazione che ha sempre caratterizzato i rapporti tra l’Inpgi e le Associazioni regionali di stampa”

10/02/2012 Leggi...
 
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Anche i bambini sanno che la “pubblicità è l’anima del commercio”. Però, quanti giornalisti sanno che “la notizia è l’anima del giornalismo”? Se ci mettiamo a girare per i “siti” ufficiali della categoria c’è da rimanere sbalorditi (o allibiti, se preferite). Si parla di molte cose, più o meno interessanti, di faccende che, spesso, sembrano fabbricate per uso e consumo di chi comanda in questo o quel luogo, talvolta di fregnacce. Ma la “notizia”, eh la notizia, questa sconosciuta: dove l’ hanno messa?
Se non piace, state tranquilli, non la mettono. Il giornalismo, visto dalle “case” dei giornalisti, talvolta diventa un “optional”: il resto è quasi sempre una sequela di burocratismi, di comunicati in gergo, di affermazioni propagandistiche “pro domo sua”. La notizia spiacente è una nemica che deve essere filtrata dal “minculpop” che ha il comando di turno.
Prendiamo la recentissima sentenza della Corte di Cassazione che ha cassato la norma dell’Inpgi sul cumulo fra pensione e redditi da lavoro autonomo o dipendente: nessun “sito” ufficiale la pubblica. Non c’è su quello della Fnsi, su quello dell’Ordine, su quello delle Associazioni. Lo ignora persino il “sito” dell’Inpgi, il cui direttore generale e ufficio legale hanno emesso  dure note critiche nei confronti della sentenza medesima, ma che non appaiono sul sito, pur di non dar conto della sentenza.
Ne hanno parlato solo quei mentecatti dell’Ungp ed il solito sovversivo Ciccio Abruzzo. Eppure la giurisprudenza piace a questi “siti”: per esempio, potete trovare interessantissime sentenze sul praticantato dei montatori televisivi, sulla redazione degli oroscopi, sui commenti dei lettori: la Fnsi continua la pubblicazione, in bella vista, del pezzo di Gabriele Cescuti, il presidente Inpgi che ha “perso” la causa, il quale invita a non votare i pensionati che vogliono abolire il cumulo (quello che nel frattempo ha già abolito la Cassazione).
Qualche giornale ne ha scritto, ma sui siti silenzio tombale. C’ è una logica in tutto ciò? Si: si chiama censura. I “paladini” della libertà di stampa dovrebbero vergognarsi. Ma non lo faranno, statene certi: il degrado sindacale  si è piuttosto esteso.                                                            

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